L'analisi del settore agricolo sul territorio dei sei Comuni della Tremezzina ha visto prendere in considerazione tre parametri, uno generale (ovvero la quantita' e la distribuzione delle aziende agricole sul territorio) e due piu' specifici, cio' le tipologie di colture agricole presenti e gli aspetti relativi al settore allevamento. I dati sono stati reperiti attraverso il settore Agricoltura della Provincia di Como.

I dati emersi sono immediatamente rappresentativi della tipologia territoriale dei vari Comuni. Infatti il numero di imprese presenti nei diversi Comuni e' significativo circa le potenzialita' dei rispettivi territori. Le imprese agricole, anche quelle piu' piccole e meno professionali, necessitano di spazi che non sono mai piccoli, soprattutto se paragonati a quelli che necessitano per qualsiasi altra attivita' economica. Inoltre e' importante considerare come per i Comuni della Tremezzina il territorio agricolo non sia cosi' facilmente disponibile considerato che si tratta di terre "strette" tra lago e montagna. E' quindi improponibile un raffronto con le grandi realta' agricole che, come e' ovvio, vedono il loro sviluppo in grande aree pianeggianti.

 

Nella tabella qui sotto possiamo vedere quante aziende agricole sono presenti nel territorio della Tremezzina e dove sono ubicate con la specifica percentuale che rappresenta l'incidenza dei singoli paesi sul settore del territorio dell'Unione, almeno per quel che riguarda il numero delle imprese esistenti

 

Comune

N. Aziende

%

COLONNO

5

4,54%

GRIANTE

3

2,74%

LENNO

22

20,00%

MEZZEGRA

27

24,54%

OSSUCCIO

28

25,45%

TREMEZZO

25

22,73%

 

 

 

TOTALE

110

100,00%

 

Come possiamo desumere dalla tabella le aziende agricole della Tremezzina sono abbastanza ben ridistribuite su tutti i paesi con sole due eccezioni, Colonno e Griante, i cui territori sono meno adatti di quelli degli altri Comuni a ospitare aziende agricole, pur non essendoci delle grandissime differenza per quanto riguarda l'estensione complessiva dei territori dei diversi Comuni.

 

La gran parte delle azienda agricole presenti sul territorio sono comunque a carattere non professionale, ovvero gestite a livello di secondo lavoro o addirittura come hobby. In sostanza la definizione di aziende agricole non professionali risiede nel fatto che queste non possono essere fonte unica di sostentamento di un persona o di una famiglia.

 

Passando all'analisi alle colture praticate l'aspetto piu' interessante da considerare riguarda proprio l'utilizzo del territorio. Infatti e' proprio identificando il territorio sfruttato dalle aziende agricole che e' possibile evidenziare quali siano i fattori predominanti di questo particolare settore economico.

 

Un aspetto che immediatamente balza all'attenzione e' quello che vede su un totale di circa 568 ettari dedicati all'agricoltura (si tratta del totale dei territori di tutti e 6 i Comuni considerati) quasi 562 sono riservati a pascoli o prati.

Infatti se si considera il territorio dedicato all'attivita' agricola in percentuale (sempre considerando l'intero territorio della Tremezzina) i risultati sono i seguenti:

CEREALI

0,01%

PRATO e PRATO-PASCOLO

25,40%

PASCOLO

73,53%

OLIVO

0,71%

FRUTTIFERI (PICCOLI FRUTTI)

0,05%

FLOROVIVAISMO

0,25%

CASTAGNETO DA FRUTTO

0,05%

 

Impressionante notare come nessuna coltura superi anche solo l'uno per cento del territorio.

Le ragioni di questo sono diverse. Intanto esiste un fatto da evidenziare, ovvero che il settore allevamento, pur senza numeri clamorosi, e' piuttosto presente sul territorio.

Inoltre quello del pascolo e' il tipo di "coltura" che richiede i maggiori spazi. Infine tutti gli spazi agricoli anche inutilizzati, ovvero lasciati a semplice prato, rientrano in questa categoria. Nel complesso prati e pascoli "occupano" quasi il 99% del territorio agricolo dell'Unione.

 

Se consideriamo invece i terreni realmente coltivati allora parliamo di una superficie complessiva di soli 6,12 ettari complessivi che, tenendo conto di una suddivisione in percentuale sono cosi utilizzati:

 

CEREALI

0,38%

OLIVO

66,42%

FRUTTIFERI (PICCOLI FRUTTI)

4,98%

FLOROVIVAISMO

23,25%

CASTAGNETO DA FRUTTO

4,97%

 

E' subito evidente come la parte del leone la faccia l'olivicoltura e d'altra parte l'olio extravergine del Lago di Como e' uno dei prodotti tipici piu' rinomati in assoluto del territorio e la zona della Tremezzina e' certamente una delle aree migliori per questa produzione che in particolare a Lenno ha delle tradizioni decisamente importanti.

Per il resto e' abbastanza interessante il dato relativo alle colture florovivaistiche che trovano un discreto sviluppo soprattutto nei Comuni di Griante e Tremezzo.

 

Se si distingue il territorio coltivato per Comune, ovviamente trascurando anche in questo caso gli spazi lasciati a pascolo e a prato semplice vediamo come alcuni comuni sfruttino piu' degli altri gli spazi disponibili.

 

Comune

Ettari

COLONNO

0,0010

GRIANTE

0,5800

LENNO

0,8500

MEZZEGRA

2,1351

OSSUCCIO

0,0759

TREMEZZO

2,4753

 

 

TOTALE

6,1173

  

Quello che appare evidente e' come i territori che maggiormente riservano spazi all'attivita' agricola siano Ossuccio, Lenno e Tremezzo (con grande prevalenza tra questi di Ossuccio) ma in realta' Soltanto a Mezzegra e Tremezzo esistono coltivazioni tali da poter essere ritenute di un qualche interesse da un punto di vista dell'occupazione del territorio. In particolare a Mezzegra dove le aree effettivamente coltivate rappresentano quasi il 4% delle aree disponili all?agricoltura. Dato alto se paragonato alla media dell'intero territorio dell'Unione dove gli ettari coltivati sono poco piu' dell'uno per cento (1,08%).

 

Aspetto comunque fondamentale da rilevare in quest'analisi e' il fatto che il territorio dell'Unione dei Comuni della Tremezzina non e' assolutamente compatibile con uno sviluppo economicamente sostenibile dell?agricoltura con la lodevole e importante eccezione della coltura dell'olivo.

Per questo genere di coltura, cosa non vera per qualsiasi altra in pratica, il terreno e' particolarmente favorevole e i riscontri che il prodotto Olio d'oliva extravergine del Lago di Como incontro sono certamente incoraggianti per poter spingere verso investimenti e "occupazione" del territorio attraverso gli ulivi.

 

L'olio prodotto sul Lago di Como e' infatti di ottima e riconosciuta qualita' e questo fatto consente di poterlo commercializzare a costi mediamente elevanti e quindi di poter ricavare quei margini necessari al sostentamento di un'attivita' economica.

 

Un altro dato interessante emerso riguarda gli spazi che i diversi Comuni riservano all'attivita' agricola. Questi qui di seguito sono gli ettari complessivi su cui si praticano attivita' agricole.

 

Comune

Ettari

COLONNO

58,40

GRIANTE

15,54

LENNO

134,33

MEZZEGRA

54,72

OSSUCCIO

200,52

TREMEZZO

104,54

 

In percentuale questi comuni destinano all'agricoltura parte del loro territorio che puo' essere piu' o meno importante a seconda di vari fattori quali l'estensione complessiva del territorio comunale e le condizioni geologiche e morfologiche esistenti.

 

Comune

Ettari

% territorio

COLONNO

58,40

10,25%

GRIANTE

15,54

2,55%

LENNO

134,33

13,92%

MEZZEGRA

54,72

16,05%

OSSUCCIO

200,52

25,03%

TREMEZZO

104,54

12,47%

 

Si nota quindi come, ad esempio Mezzegra, nonostante meno ettari di territorio riservato all'agricoltura rispetto a quasi tutti gli altri Comuni, poi in percentuale in realta' e' secondo solo a Ossuccio che primeggia in quanto a superfici agricole in entrambe le tabelle

 

Spostando invece l'attenzione al settore dell'allevamento l'indagine si e' occupata di evidenziare quali siano le attivita' presenti e in quali proporzioni.

Nell'ambito del territorio considerato sono presenti complessivamente 717 capi di bestiame, numero all'interno del quale la parte del leone la fanno i bovini con 332 presenze e i caprini (234), come evidenziato nello schema sottostante.

 

Capi

N.

BOVINI

332

EQUINI

12

OVINI

49

CAPRINI

234

AVICUNICOLI

90

 

 

TOTALE

717


La presenza dei Bovini e' da considerare piuttosto consistente, in particolare a Tremezzo dove si concentra la grandissima parte dei capi (224). Negli altri Comuni la presenza e' certamente molto piu' marginale, eccezion fatta forse per Mezzegra che con 68 capi presenti comunque oltre il 20% del totale per quanto riguarda l'Unione dei Comuni della Tremezzina.

 

Per quanto riguarda le altre tipologie di allevamento Mezzegra fa la parte del leone (seppur considerando sempre numeri davvero piccolissimi) riguardo ai cavalli e all'allevamento avicunicolo (conigli e pollame), mentre e' Ossuccio, seguito a distanza da Lenno e Tremezzo, ad avere la maggiore presenza di capre.

 

Se si eccettua quindi la presenza dei bovini il resto del settore allevamento e' davvero ridotto e si ricollega pienamente al discorso intrapreso precedentemente, ovvero al fatto che il territorio non si presta particolarmente all'attivita' agricola, in particolare la morfologia non e' certamente quella migliore per un attivita' agricola intensiva.

Ciononostante esistono in questi comuni delle radici e delle tradizioni storiche di carattere rurale. Infatti anche qui, come in molti altri paesi della zona, l'agricoltura di sostentamento rappresentava una importante fattore di reddito, in molti casi il solo o comunque il piu' rilevante. Per ovvie ragioni legate allo sviluppo della societa' quest'agricoltura di base e' andata man mano scomparendo senza essere di fatto sostituita in quando non in grado di garantire dei redditi adeguati agli stili di vita contemporanei. Sono sopravvissute solo attivita' non professionali oltre a qualche piccola realta' un po' piu' consistente ma che comunque, nell'ambito dell'economia locale vista nel suo complesso, rappresenta una piccolissima frazione.

Forse, come gia' accennato precedentemente, la sola coltura dell'ulivo puo' in effetti trovare degli sbocchi anche economicamente interessanti. Sostenere e dare aiuto allo sviluppo dell'olivicoltura puo' certamente rappresentare una politica efficace e capace di portare risultati interessanti tanto all'economica quanto al territorio che, se curato e mantenuto, consente di evitare moltissime problematiche.

Sono quindi auspicabili politiche di sostegno a questa coltura attraverso contributi e aiuti di carattere tecnico, decisamente utili se non indispensabili se si desidera conseguire un prodotto di alta qualita'.