Parametro di grandissima importanza per la misura della qualita' della vita e' l'accessibilita' all'acqua potabile e in particolare a acqua potabile di buona qualita'.

Le analisi effettuate, anche in questo caso tra il 2006 e il 2007, hanno manifestato come la qualita' delle acque erogate nei comuni della Tremezzina sia sostanzialmente buona.

Nelle tabelle sotto indicate sono stati utilizzati dei dati di riferimento tra quelli raccolti indicando il peggior dati in assoluto tra quelli rilevati cosi' da poter effettuare un'analisi che tenda al raggiungimento del livello perfetto di potabilita' delle acque della Tremezzina.

 

Le indagini poste in essere sono andate a verificare lo stato delle acque erogati dagli acquedotti dei Comuni della Tremezzina portando una particolare attenzione a quei parametri che, in maniera diretta o indiretta rappresentano dei potenziali segnali di inquinamento, con particolare attenzione all'inquinamento organico che e' il piu' diffuso, oltre che statisticamente probabile, nelle acque pubbliche.

 

I parametri presi in considerazione sono stati i seguenti:

 

Ossidabilita' secondo Kubel: e' un parametro che definisce il carattere riducente di un corpo idrico (evento che si verifica in chimica quando un elemento, detto riducente, cede elettroni a un altro, detto ossidante). Questa proprieta' e' legata alla presenza nell'acqua di composti indesiderati e potenzialmente dannosi, quali ad esempio i solfiti, solfuri, nitriti, ferro, fenoli e altre sostanze organiche. I parametri di legge fissano il limite massimo di ossidabilita' secondo Kubel per l'acqua potabile in 5,0 mg/l di ossigeno consumato

Si tratta quindi di un parametro che non indicato in se' inquinamento ma segnala una situazione che con tutta probabilita' ha alle spalle degli elementi inquinanti.

 

Cloro residuo totale: Il cloro residuo libero indica la concentrazione del cloro presente in soluzione in seguito a processi di disinfezione con prodotti a base di cloro. Viene utilizzato come disinfettante finale del processo di potabilizzazione il biossido di cloro, che garantisce protezione nei confronti di spore batteriche, batteri e alghe, durante il trasporto nella rete di distribuzione. Un limite di riferimento indicativo 0,2 mq/l oltre il quale potrebbero esserci delle tossicita'.

 

Conducibilita' elettrica specifica: e' la capacita' dell'acqua di condurre corrente elettrica e la sua misura si esprime in Microsimens/cm. Questa proprieta' e' direttamente proporzionale alla concentrazione di sali in soluzione; poiche' la maggior parte di sali nell'acqua e' data da carbonati di calcio e magnesio e poiche' questi definiscono la durezza dell'acqua, la misura della conducibilita' fornisce un'ottima stima di questo parametro.

L'analisi viene per convenzione eseguita con l'acqua a una temperatura di 20° C. Il valore di riferimento e' di 2.500) uScm 1 (unita' di misura: Micro Siemens per cm.) Oltre questa soglia si rischia di arrivare alla corrosione delle tubature che trasportano l'acqua.

 

Solfati: sono sali contenenti zolfo. Possono essere di origine geologica per dilavamento di gessi,oppure possono penetrare in falda a seguito di percolazione di acque del terreno agrario, trattato con concimi chimici, di cui i solfati sono un componente importante.

A concentrazioni superiori a 250 mg/l i solfati, se associati con sodio e magnesio, possono provocare irritazioni gastrointestinali nell'uomo e corrosione del cemento e dell'acciaio nelle retiidriche.

 

Carica batterica a 22°C e 37°C: rappresentano la somma di tutti i batteri, patogeni e non patogeni, presenti nell'acqua. I batteri si distinguono in base alla loro temperatura di crescita: a 22°C crescono le specie di origine ambientale, mentre a 37°C quelle di origine animale. Il controllo della carica batterica nelle acque potabili non solo permette di definire il grado di inquinamento batterico dell'acqua, ma fornisce indicazioni sull'efficienza dei processi di trattamento e disinfezione eventualmente effettuati.

I limiti previsti dalla Legge sono di 20 U.F.C. (Unita' Formati Colonia) per 1 ml d'acqua a 37° e di 100 U.F.C. per 1 ml d'acqua a 22°.

 

Enterococchi: sono batteri, a forma sferica, ricercati nelle acque potabili come indice di un inquinamento da materiale fecale. Rispetto ai coliformi, la loro sopravvivenza in acqua e' meno prolungata, motivo per cui la loro presenza indica una contaminazione fecale in atto; inoltre,essendo piu' resistenti alla clorazione, la loro ricerca fornisce indicazioni sull'efficienza di eventuali processi di disinfezione. Il parametro da rispettare e' di 0/100 ml.

 

Escherichia coli: e' un batterio fortemente rappresentato nel tratto gastrointestinale dell'uomo e degli animali a sangue caldo; e' ricercato nelle acque potabili come indice di contaminazione da materiale fecale e, quindi, potenzialmente inquinate da batteri patogeni per l'uomo. Il parametro da rispettare e' di 0/100 ml.

 

I risultati ottenuti sono i seguenti, pubblicati nella tabella:

 

 

 

2006

2007

Ossidabilita' (Kubel)

0,3

0,4

Cloro residuo totale

2,5

4

Conducibilita' elettrica specifica

300,5

438

Solfati

21,25

9

Carica batterica a 22°

>300

267

Enterococchi

8

0

Carica batterica a 37°

>300

86

Escherichia coli

>100

1

 

 

Valori nella norma

Valori fuori norma

 

 

 

Quel che subito salta all'occhio e' che si sono verificati, nei due anni presi in considerazione dall'indagine, dei valori microbiologici eccessivi rispetto a quanto indicato dalla normativa vigente. Non si tratta in nessun casi di situazione allarmanti, tutt'altro, anche in considerazione del fatto che nel 2007 ci sono stati miglioramenti rispetto al 2006.

Riguardo all'inquinamento di tipo biologico, come evidenziato prima durante la descrizione dei parametri utilizzati, possono dipendere da vari fattori e hanno sostanzialmente origine da animali a sangue caldo (nella maggior parte dei casi, l'uomo). Isolare la falde rispetto a possibili contatti con questi materiali inquinanti e' certamente il metodo migliore per eliminare il problema.

Tuttavia dei passi avanti possono ancora essere fatti nonostante si da rilevare come siano pienamente nella norma gli elementi chimico/tossici.

Nessun problema infatti per quanto riguarda ossidabilita', solfati eccetera. Un solo piccolo rilievo puo' infine essere fatto riguardo alla presenza di un eccesso di cloro, evidenziato dalle analisi del 2007.

 

 

Termine di paragone per tutte le misurazioni sono stati gli standard fissati dall'Unione Europea attraverso la Direttiva 98/83/EC, recepita dallo Stato Italiano attraverso il D.L. 31/2001 che e' andato a soppiantare completamente il D.P.R. 236/1988.